venerdì 20 giugno 2008

Sulla strada, parte prima



L'ideale sarebbe andare a spasso che poi piova oppure ci sia il sole poco importa, quello che conta è viverla questa vita, per noi stessi, vistochè l'unica che abbiamo.

Tu sei nato il sette gennaio del 2008, sei stato un regalo incredibile e quasi mancavo all'appuntamento.

Quella mattina, sapevo che saresti nato. Niente magie, solo che sapevo che saresti apparso attraverso un taglio sulla pancia della mamma.

Il giorno prima, il sei gennaio, il giorno della befana, per la prima volta nella mia vita non avevo ricevuto del carbone per tutti i guai che avevo combinato. Aspettavamo tutti che tu arrivassi.

Tutto era successo tre giorni prima, di notte, verso la una. La mamma esce dal bagno, agitatissima e mi chiama dicendo:


" Livio è ora, ho perso le acque, ho perso le acque..."

io ero felice, saresti alla fine arrivato, forse quella sera stessa, tutto era pronto, anche il tuo papà era pronto.

Uscimmo di casa in dieci minuti, salimmo in macchina, quella di nonno Franco, e in cinque minuti arrivammo nella clinica.

Dopo un poco, circa mezz'ora la mamma mi salutò diretta verso la sua stanza.

La osservai silenzioso dal fondo del corridoio, nella penombra della luna e dei lampioni che salivano dalla strada.
L'unica infermiera non mi disse nulla, si limitò a sorridere. La salutai e scesi le scale fino all'uscita.

Tornai a casa piangendo, m'ero reso conto che una nuova storia stava nascendo... che tu stai per nascere... e che non sapevo ancora come chiamarti...

continua...

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