venerdì 16 marzo 2007

Inizio


Mi sono nascosto, come un gatto depresso, chiuso dentro casa solo con il mio cibo, il mio fumo, allontanando i blocknotes e le penne per paura che nacesse da me poesia.

Mi guardavo di traverso da uno specchio mai attaccato al muro.

A volte sentivo la vita sciogliere i legacci che mi erano rimasti da un'amore incredibile e svanito nelle vanità della borghesia.

Ho sempre adorato scrivere, raccontare... odorare le storie era il mio mestiere e la mia unica indecorosa passione.

Riprendo, forse nessuno leggerà queste storie, oppure qualcuno le troverà e le copierà. Sinceramente non m'importa, scrivo perché è l'unica cosa che so fare bene, e se per campare devo fare il lavapiatti lo farò.
E' da troppo tempo che vedo gente allontanarsi da me.
Mi piacerebbe reincontrare certa gente, rivedere negli occhi il tempo passato e ricontare i minuti che passano tra un giorno e l'altro. Tornerò presto, questo lo so.
Oggi in italia si ricorda una enorme tragedia del 1978. Una barbarie più verso la società che verso gli uomini che l'hanno patita e quelli che ancora oggi ne sentono le conseguenze.
Allora ero ragazzo, giovane e scapestrato, idealista. Oggi sono un uomo.
Lo scoprirete.