
Parlo quella dell'europeo di calcio, innominabile farsa calcistica che vuole imporre una supremazia calciotelevisiva sul resto delle coscienze.
E' finita per noi, e per qualcun'altro... è finita per quelli che hanno vinto il mondiale ( di calcio ) e anche per quelli che torneranno a riposare e a vivere normalmente, senza dover surfare tra un discorso su come saremmo dovuti entrare in campo con l'olanda oppure se del piero doveva entrare prima...
... e fuori si continua a morire: di fame, di sete, per una semplice influenza, per un boccone andato di traverso oppure per un dolore d'amore impossibile da sopportare... o di solitudine...
Oggi vorrei lasciarvi un poco di righe poetiche, tratte dal mio e-book ( il link per scaricarlo Gratuitamente lo trovate qui accanto ), m'è sembrata la cosa più giusta da dire oggi, per ricordare che l'amore cambia ma non finisce, che la passione prima o poi finisce ma non sfiorisce... che ci vorrebbe nella mia vita una strada per i liberi pensieri... ancora...
Lontano tu
ed io stanco
poggio i miei pensieri
appannati dal gelo
ho ancora tra le dita il profumo di te,
un odore dolce
che difficile m'è da dimenticare.
Sonnecchia in me l'amore
pulsa, convulso, il desiderio di te
ti amo da morire
e piango a vederti sbattere le ali
perché so che
che quel battito
non sarà più vicino al mio;
le tue labbra
le mani tue sulle mie
e sulla pelle brividi
come veli di brina.
Oh vita e amore
perché mi bruci ancora
mentre attorno è un vuoto d'ali?
Con quale forza fai
il fuoco che mi brucia e che
non muore mai?
Ho ancora negli occhi il colore dei tuoi
un colore che m'è difficile da dimenticare...
ora, che neppure la mia voce al telefono senti
mentre, il solo alitare d'un pensiero
riesce a farmi sobbalzare il cuore.
Mi divertivo al sole estivo
e il riflesso del sole
sul collo a vedere,
a guardarti litigare con l'acqua salata del mare,
colorare il tramonto tra gli ulivi
grandi, come case.
gli occhi dell' estate
brillano su quelle spiagge lontane
ora che, il mio amore,
è come nodo contorto
d'una quercia, più restio a bruciare
anzi, giocherellone con la fiamma
che il ceppo lento consuma.
Mi divertiva vederti la sera
nel porticciolo sorridere
ed immagginarti a fantasticare
come i bambini
trovare gusto e ridere a crepapelle,
giocando con i colori della sera.
Ora, anche il fuoco spento
per lungo tempo ancora
conserva il calore
d'una cenere che rapidamente
scompare in un impalpabile cumulo.
Muoio, stavolta non rinasco
tu lasci la mia vita
che m'è sfuggita tra le dita
ma tengo l'amore
perché il tuo non è da regalare,
tu lasci la mia vita
che t'è sempre appartenuta.
Mi divertì un giorno perderti
ed averti ancora vicina
correre sulla spiaggia la sera
per poi piangere
tra le barche che riposano dondolando
tra la sabbia ed il mare.
Tu anima, rubi da sempre
abissi ai sogni
mentre sempre più lontano vai,
paroli inutile da dire,
non serve a nulla ripeterle
resta solo una debole sensazione
che è tutto finito,
impazzito con l'amore, urlo,
già allora era finita
quella strana felicità,
ora esser solo è, credere di vivere
e non accorgersi di morire...
cuore mio cos'hai fatto.....
Nessun commento:
Posta un commento